Immobili Lunigiana

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Carrara, comune della Toscana, fino al 1946 compreso nel comune di Apuania (prov. Massa-Carrara), a 100 m d'alt. alle falde delle Alpi Apuane, allo sbocco in pianura della valle del torrente Carrione; 71 km²; 66.416 ab. (Carraresi). La risorsa preminente della città è costituita dall'industria marmifera, che dispone delle cave di marmo bianco e venato delle vicine Alpi Apuane, sfruttate sin dai tempi più remoti. I marmi, lavorati a Carrara, vengono in gran parte esportati dal porto di Marina di Carrara, appositamente attrezzato. Attiva è pure l'industria chimica, con acido nitrico, azoto e concimi azotati (ottenuti dalla riduzione dei cascami di marmo, in combinazione con l'azoto), catrame. Altri settori sviluppati sono quello metalmeccanico, degli elettrodomestici, alimentare, tessile, dell'abbigliamento, del mobile, del cemento. Cantiere navale. Porto peschereccio e stazione di turismo balneare (a Marina di Carrara). Nel territorio è sviluppata l'agricoltura (olivi, viti, frutta, foraggi). La città consta di una parte antica, costruita su di un poggio a 100 m d'alt., e di una parte più moderna, protendentesi verso la costa tirrenica, da cui dista solo 7 km. Della duecentesca rocca dei Malaspina non resta che il mastio (restaurato), cui s'appoggia il cinquecentesco Palazzo Ducale, ora sede dell'Accademia di belle arti (notevoli la gipsoteca e la pinacoteca, nonché la biblioteca), fondata nel 1769. Il duomo (secc. XI -XIII), con campanile a polifore, ha un'interessante facciata marmorea di tipo pisano. Chiesa barocca della Madonna delle Lacrime. Delle sei porte medievali della città sono notevoli la porta del Bozzo e la Porta Ghibellina. Diede i natali allo statista Pellegrino Rossi.
— St. Forse di origine etrusca, la città era già nota al tempo dei Romani per il “marmor Lunensis” che si trovava nel suo territorio. Donata da Ottone I al vescovo di Luni (963), nel 1261 si liberò dalla giurisdizione vescovile e, dopo un breve periodo di indipendenza comunale, fu da Castruccio Castracani assoggettata alla signoria di Pisa. Nel corso di pochi anni passò dalla signoria di Pisa a quelle di Lucca, dei Visconti, dei Malaspina (1473) e successivamente dei Cybo-Este. Nel 1829 fu compresa nel ducato di Modena seguendone le sorti fino all'annessione al regno d'Italia. Durante la seconda guerra mondiale subì danni notevoli nel 1944-1945.
Toscana, regione dell'Italia centrale bagnata dal mar Tirreno e confinante con la Liguria, l'Emilia-Romagna, le Marche, l'Umbria e il Lazio; 22.992 km²; 3.523.238 ab. (153 ab. per km²). Comprende dieci province: Arezzo, Firenze, Prato, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Siena; 287 comuni. Capol. Firenze.