Lunigiana

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Immobiliare I Castelli: Lunigiana.

Massa, città della Toscana nordoccidentale, capol. della provincia di Massa-Carrara, a 65 m d'alt., ai piedi delle Alpi Apuane, sul Frigido; 68.065 ab. (Massesi o Massetani). Sede vescovile. La popolazione della città è sensibilmente cresciuta negli anni Sessanta e Settanta, passando dai 56.988 ab. del censimento 1961 ai 65.687 ab. del censimento 1981, quindi il ritmo di crescita si è attenuato e nel decennio successivo l'incremento è risultato molto limitato (66.737 ab. al censimento 1991). Ciò sia in conseguenza della contrazione della natalità, sia per il minor afflusso di immigranti provenienti dalla provincia, da imputare al rallentamento e al ristagno dello sviluppo dell'economia cittadina. Il discreto apparato industriale è infatti percorso dai sintomi di crisi che hanno colpito, a livello nazionale, i settori più importanti dell'industria del comune, siderurgia e chimica, con i conseguenti riflessi negativi sul mercato del lavoro. Attive permangono le piccole e medie imprese operanti nel campo della trasformazione dei prodotti agricoli, dell'arredamento e del commercio dei prodotti agricoli e zootecnici, per i quali Massa costituisce un centro importante a livello regionale. L'espansione urbana verso la località balneare di Marina di Massa ha provocato gravi fenomeni di degradazione dell'ambiente naturale che vanno ad aggiungersi al serio problema rappresentato dall'eccessiva erosione marina del litorale.
— St. Massa, di cui si hanno notizie dal IX sec., fu data nel X sec. da Ottone III al vescovo di Luni e la donazione venne riconfermata dall'imperatore Federico I, dopo un temporaneo dominio dei Malaspina. Questi, nonostante la signoria formale del vescovo di Luni (che si spostò a Sarzana dal 1204), esercitarono un dominio effettivo su Massa, finché l'indebolimento della casata e la frantumazione dei feudi non li costrinsero ad abbandonare Massa ai Fieschi di Genova. Tra il XIV e il XV sec. la città cadde in mano ai Lucchesi durante la signoria di Castruccio Castracani, ai Pisani, ai Rossi di Parma, agli Scaligeri, ai Visconti di Milano. Passò di nuovo ai Fieschi, a Lucca e riuscì alla fine a costituirsi in repubblica autonoma sotto il protettorato di Firenze. Dopo un altro periodo di soggezione a Lucca, i Massesi si diedero ai Malaspina: Antonio Alberigo, marchese di Fosdinovo, nel 1442 diventò signore di Massa (in cui già era diventato influente dal 1434); suo figlio Giacomo Malaspina ebbe il titolo di margravio o marchese di Massa nel 1467 e nel 1473 acquistò Carrara.
A partire da questo periodo i Malaspina, fusisi poi coi Cybo e continuati nei Cybo-Este e negli Absburgo-Este, ressero le due città costituendo uno Stato che rimase autonomo, salvo alcune parentesi, fino all'unione agli Stati sabaudi (1859).
— Arte. La parte vecchia della città è formata dalle costruzioni arroccate sul colmo del poggio, in cui si fondono il castello medievale ancora eretto nelle sue strutture e il primo palazzo principesco dei Cybo-Malaspina (a contatto di quello quattro- cinquecentesco, arioso di loggiati, ricco di sale e ora restaurato e riarredato), il tutto rinchiuso in una forte e mossa bastionatura dei secc. XVI-XVII ancora intatta. Questo accostamento di costruzioni tanto diverse di epoca e di stile fa del Cybo-Malaspina uno dei più suggestivi e scenografici castelli d'Italia. La parte nuova della città, in piano, si ricorda solo per il grandioso palazzo Cybo, oggi prefettura, sei-settecentesco, e per il duomo del XV sec., rimaneggiato in età neoclassica e con facciata moderna.